L’emozione di scrivere libri per bambini

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L’emozione di scrivere

Ho sempre pensato, da quando ho iniziato a scrivere libri per bambini, che il momento più bello, quello in assoluto più emozionante sarebbe stato il momento in cui avrei preso in mano per la prima volta, sfogliato, toccato, annusato (a voi non fa impazzire il profumo della carta nuova?) ciascuno dei miei libri freschi di stampa.
Quando, finalmente, quel momento è arrivato, è stato emozionantissimo!
Ecco, mi sono detta, questa è la sensazione più meravigliosa che io abbia mai provato!
Ma poi è passato un po’ di tempo e ne ho vissuta un’altra ancora più bella.
Me ne sono accorta, anzi, a dir la verità, mi ha travolto la prima volta che ho letto uno dei miei libri a un gruppo di bambini.
Allora ho visto i loro occhi attenti. E dentro gli occhi mi è parso di intravedere la scintilla dell’immaginazione che brillava.giuditta-campello
E a quel meraviglioso luccichio mi sono detta: wow! È questa allora la sensazione più meravigliosa che io abbia mai provato.
Ma poi è passato ancora un po’ di tempo e ne ho vissuta un’altra ancora più bella.
È successo quando ho incontrato Tommi, un bambino di quattro anni.
Giudi– mi ha detto –Giumalama è dispettosissimo! Lo sai che l’altra notte mi ha rubato un calzino?

Se vi dico che Giumalama è un fantasma protagonista di una delle mie “Storie sul cuscino”, capirete l’emozione. Immaginare Giumalama che, così, con naturalezza, salta fuori dalle pagine del libro ed entra nei giochi di Tommi è davvero il massimo!
(Come se non bastasse Giumalama è stato, tanti anni fa, compagno immaginario di giochi per me, mia sorella e per due nostri cari amici).

 

 

2 Commenti

  1. Didì
    Pensa che Giumalama fa anche i dispetti quando Tommy chiama Didì con il cellulare... 😂 A te i miei migliori complimenti per la fantasia e le emozioni che trasmetti a grandi e ai piccoli.
    Reply 9 novembre 2016 at 23:14
    • Giuditta Campello
      È davvero dispettoso allora!😉 Ti ringrazio di cuore, è il migliore complimento che potessi farmi!
      Reply 10 novembre 2016 at 9:18

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